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Credere in se stessi con il Public Speaking

Spesso, non credere abbastanza in se stessi e nel proprio valore professionale è collegato all’incapacità di parlare in pubblico. Sempre più persone ricorrono ai corsi di public speaking, un insieme di tecniche volte a migliorare modalità di comunicazione verbale e corporea.

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Credere in se stessi Elizabeth Annable ci indica come con il public speaking

Noi Everyday Climbers lo sappiamo bene: raggiungere la vetta ha poco a che fare con la fortuna e molto con la determinazione, l’impegno e la fiducia in se stessi.

Come abbiamo scritto qui, si può imparare a credere in se stessi sin da piccoli grazie a genitori attenti. Tuttavia, la fiducia in se stessi, nel proprio valore personale e nelle proprie capacità professionali non ci è data una volta per sempre, occorre nutrirla con amore e costanza.

In età adulta, il non credere in se stessi è spesso collegato all’incapacità di parlare in pubblico. Sempre più persone ricorrono ai corsi di public speaking, un insieme di tecniche volte a migliorare modalità di comunicazione verbale e corporea.

Per saperne di più, abbiamo intervistato Elizabeth Annable, insegnante di public speaking e attrice professionista presso lo spazio Alta Luce Teatro di Milano.

Ciao Elizabeth, parlaci di te

Ciao! Sono per metà inglese, ho 33 anni e ho una doppia formazione: artistica e scientifica. Ho cominciato a praticare teatro all’età di 14 anni e sono poi diventata attrice professionista studiando presso l’Accademia del Piccolo Teatro e la Royal Academy of Dramatic Art di Londra (RADA). Contemporaneamente, ho conseguito la laurea specialistica in Economia presso l’Università Bocconi.

Dopo diversi anni di lavoro come attrice in giro per l’Italia e l’Europa, nel 2012 ho deciso di tornare a Milano e di buttarmi nel sogno pazzo di aprire un mio spazio culturale. E così è nato il progetto dell’Alta Luce Teatro nella zona Alzaia Naviglio Grande, un luogo di incontro e di scambio, oltre che di spettacoli teatrali.

Parlaci della tua esperienza di insegnante di public speaking

Tradizionalmente, i corsi di public speaking sono molto teorici e le lezioni di tipo frontale: alla spiegazione di una serie di nozioni legate al discorso in pubblico, segue una prova.

Negli anni, ho forgiato un metodo personale mettendo insieme le mie conoscenze in ambito manageriale con gli studi sull’emozione, la gestione dell’ansia e la ricerca del benessere personale. Io parto dal corpo, da come ci relazioniamo con le persone e nello spazio, passo poi agli esercizi con la voce, per poi arrivare al discorso in pubblico.

Il corso è composto di 10 lezioni da 1 ora e mezza o 2 ore ciascuna, in base al numero dei partecipanti. Ogni lezione si divide in due parti: nella prima faccio eseguire degli esercizi di riscaldamento fisico e della voce; nella seconda impartiscono nozioni pratiche sull’uso dei toni, dei volumi e del ritmo in modo giocoso.

Per rendere l’idea della particolarità di questo approccio, vi svelo la sorpresa della prima lezione. Ai nuovi iscritti faccio togliere le scarpe e li invito a ballare al ritmo di musica elettronica sparata ad alto volume. Inizialmente sono tutti molto restii a lasciarsi andare, ma poi si scatenano.

A musica spenta dico loro di guardarsi negli occhi e di prendere consapevolezza del loro stato d’animo in un momento di apertura.

Perché questo interesse crescente verso l’arte di parlare in pubblico?

Oggi, in molti contesti lavorativi, sono aumentate enormemente le occasioni di parlare di fronte a colleghi, superiori, clienti o fornitori: molte più riunioni, telefonate via Skype, presentazioni. Al tempo stesso, però, è diminuito drasticamente il tempo di preparazione ad un “evento” pubblico e quello di esposizione. In risultato è la crescita di ansia, rossori sulla pelle e sudore a fiumi.

Durante le mie lezioni spesso faccio simulare ai partecipanti delle presentazioni slide o assegno loro un tema da esporre in pubblico.

Quali sono gli obiettivi di chi si iscrive?

I partecipanti del corso di public speaking sono uomini e donne che intendono migliorare il loro modo di muoversi ed esprimersi in pubblico in ambito lavorativo, ma molti vivono questa esperienza come uno strumento di conoscenza personale.

In genere noto che le donne hanno una maggiore propensione a mettersi in discussione, mentre gli uomini, nonostante abbiamo deciso di intraprendere un percorso di cambiamento, sono inizialmente un po’ più duri.

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