Stone Balance E La Ricerca Dell’equilibrio Interiore

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STONE BALANCE E LA RICERCA DELL'EQUILIBRIO INTERIORE

Chissà quante volte avrete visto quelle foto di pietre poste una sopra l’altra e vi sarete chiesti il motivo. Everyday Climbers Magazine vi guida alla scoperta di un’originale pratica di meditazione Zen attraverso le parole di un esperto.

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Stone Balance E La Ricerca Dell'equilibrio Interiore

Lo Stone Balance è una disciplina mentale rivolta a porre in equilibrio pietre e massi di varie forme sfruttando solo la forza di gravità.

È essenzialmente un viatico per la pratica di meditazione Zen, sia nella fase dell’esecuzione sia in quella del risultato.

Secondo i cultori di questa disciplina, il processo di ricerca dell’equilibrio tra gli oggetti permette di liberare la mente e il corpo dai pensieri, per fondersi e concentrarsi con i punti di equilibrio dell’opera che si sta componendo: l’armonia e il bilanciamento esteriori sono il riflesso di un raggiunto equilibrio interiore.

Passiamo rapidamente in rassegna le fasi che costituiscono la pratica dello stone balance, secondo le istruzioni di Michael Grab, massimo esperto di questa pratica, fotografo e autore di libri e popolari video sull’argomento.

La selezione delle pietre

Solitamente hanno forma sferica o cilindrica.

E’ preferibile che abbiano un punto, che sarà quello di appoggio in equilibrio, leggermente piano.

E’ più facile mettere in equilibrio rocce medie e grandi piuttosto che sassi piccoli che risentono troppo dei movimenti della mano e degli agenti naturali.

La forma, la rugosità o meno della superficie, il colore e le dimensioni, dipendono dall’umore del “balancer” e dalla difficoltà che vuole affrontare in funzione dell’esperienza.

Il luogo dove farlo

Il luogo è fondamentale, non solo per la quiete, i suoni e l’ambiente rilassante, ma anche per la tecnica.

Solitamente è vicino al mare ma, meglio ancora, vicino ai fiumi e ai torrenti di montagna, comunque dove vi sia acqua in movimento e silenzio.

È opportuno ricercare nelle vicinanze o sulla linea visuale alcuni punti di riferimento stabili per facilitare il “balancing”.

La fase costruttiva

Lo sviluppo dell’equilibrio richiede pazienza e concentrazione.

È quasi impossibile realizzare il balancing in pubblico, infatti l’attività è principalmente riservata e meditativa.

La prima cosa da fare – spiega Michael Grab sul suo blog Gravity Glue – è selezionare la pietra cosiddetta “dell’ancoraggio” e di disporla sul luogo scelto, assestandola saldamente a terra come una superficie fondamentale.

Si affronta poi il primo balancing con la pietra più stabile: è importante non predeterminare il numero di pietre e la figura con precisione, ma piuttosto prendere tali decisioni man mano che l’esercizio procede.

L’equilibrio non sarà sempre sullo stesso lato, deve infatti seguire la sensibilità alla gravità e alle singole forze del balancing che si va costruendo.

Saprete quando ridurre il sostegno della nuova pietra man mano che l’esperienza e la sensibilità crescerà dentro il “balancer” – suggerisce Grab.

L’operazione più complessa e fondamentale è sempre il “placing” della nuova pietra poiché questa dovrà prima di tutto rispettare l’equilibrio di quelle esistenti e poi costruirsi il proprio (in questa tecnica c’è molto della filosofia zen).

Durata e completamento

Non esiste una durata tipo per la costruzione e la permanenza di uno stone balance.

Tutto dipende dal tipo di balancing, dal luogo e dagli agenti atmosferici. Il completamento è legato all’estetica della struttura totale.

Non si richiede un numero preciso o elevato di pietre in equilibrio e a volte i livelli estetici si raggiungono anche con poche pietre in posizioni spesso sorprendenti.

Qualunque sia l’effetto finale si realizza con l’allontanamento della nostra mano e l’inizio della percezione visiva del risultato.

È sorprendente l’energia positiva, rigenerante e rilassante che alcuni risultati portano a chi realizza un’opera di balancing – conclude Michael Grab nel suo libro “Gravity: Arts of Rock Balancing”.

Fermatevi a lungo ad osservarla, da più angolazioni, condividete la gioia e il momento estetico con qualcuno o se siete soli, ricordatevi di fotografarlo.

Se la lettura di questa pratica vi ha affascinato, adesso è il vostro turno. Siete pronti a trovare il vostro nuovo equilibrio?

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