ICE CLIMBING: PARLA GIORGIO PASSINO

ICE CLIMBING: PARLA GIORGIO PASSINO

Con l’arrivo dell’inverno, c’è chi non si accontenta di una “semplice” arrampicata e sfida temperature, altezze e, per quelli che ci credono, anche la buona sorte, puntando vette ghiacciate.
Noi di Everyday Climbers abbiamo chiesto a un veterano dell’alpinismo in alta quota Giorgio Passino cosa prova ogni volta a raggiungere il traguardo.

L'arrampicata su ghiaccio secondo Giorgio Passino

Con l’arrivo dell’inverno, c’è chi non si accontenta di una “semplice” arrampicata e sfida temperature, altezze e, per quelli che ci credono, anche la buona sorte, puntando vette ghiacciate.

L’arrampicata sul ghiaccio o ice climbing è una disciplina derivante dall’alpinismo e dall’arrampicata.
Consiste nell’arrampicarsi con l’aiuto fondamentale di piccozze e ramponi, e con l’uso di altri materiali, sulle formazioni ghiacciate come i couloirs e le goulotte di ghiaccio o i seracchi, in alta montagna o sulle cascate di ghiaccio in media montagna (Wikipedia).

ARRAMPICATA SUL GHIACCIO: L’ESPERIENZA DI GIORGIO PASSINO

Tra i veterani italiani dell’alpinismo in alta quota c’è Giorgio Passino: 55 anni, piemontese di nascita, courmayeurin di adozione e guida alpina giramondo a tempo pieno.

Come molti degli abitanti del comune valdostano, Giorgio ha iniziato a conoscere la montagna sugli scii. È a 15 anni che, spinto dagli amici, ha scoperto il mondo dell’arrampicata su roccia prima e dello sci ripido poi. Di lì, il passo verso l’arrampicata sul ghiaccio e lo sport estremo è stato breve.

Ho avuto l’opportunità di scalare sempre delle bellissime salite con compagni di viaggio straordinari come Stefano De Benedetti, tra gli alpinisti estremi più forti di tutti i tempi” racconta Passino a noi di Everyday Climbers. “Avevo la fortuna di potermi allenare tutti i giorni, pomeriggio e sera, arrampicando sulla roccia, facendo lunghi giri in bicicletta e frequentando tanto la montagna, senza mai sentirlo come un obbligo”.

L’IMPORTANZA DELL’ALLENAMENTO

L’allenamento fisico è certamente alla base dell’arrampicata sul ghiaccio, ma ci vuole anche tanta consapevolezza di ciò che si fa.

Secondo Passino, infatti: “Non tutti possono arrampicare sul ghiaccio. Occorre anzitutto un’adeguata preparazione atletica. Non è un caso che il grande Philip de Gayardon, che era sempre avanti a tutti, fosse prima di tutto un paracadutista. Poi, bisogna stare bene con sé stessi, essere tranquilli, altrimenti scalare può trasformarsi in un’attività molto pericolosa. Il chiodo da ghiaccio oggi tiene tantissimo, tuttavia, rimane una componente di rischio molto grande”.

Tra le mete preferite per arrampicare, Passino menziona in primis il Monte Bianco che, a suo avviso, offre tutto: dal facile all’impensabile; seguono Alaska e Perù.