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Personal Storytelling: quando la narrazione aumenta la fiducia in sé stessi

Raccontare la propria storia, condividerla, con l’obiettivo di conquistare gli altri. Un libro ce lo dice chiaramente.

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Personal storytelling, come aumentare la fiducia in sé stessi

Da qualche anno si sente parlare molto di storytelling in ogni campo, dalla pubblicità alla politica; ma le tecniche di narrazione possono essere anche utili per ognuno di noi, per raccontare la propria storia, condividerla, con l’obiettivo finale di conquistare gli altri.

Andrea Bettini e Francesco Gavatorta, professionisti della comunicazione aziendale e personale, ci hanno scritto un libro intitolato “#Personal storytelling – Costruire narrazioni di sé efficaci” edito da Franco Angeli.

Ognuno ha la propria storia da raccontare

Ognuno ha la sua storia e in molti casi merita di essere raccontata e il libro di Bettini e Gavatorta spiega come e perché farlo.

Il panorama tecnologico è cambiato radicalmente e tutti possiamo diventare con relativa facilità lo “storyteller di sé stesso” raggiungendo con la propria storia una cerchia di persone più o meno ampia: questo significa raccontare le proprie vicende biografiche ma anche la prospettiva da cui guardiamo le cose intorno a noi, anche se non ci riguardano in prima persona.

Secondo gli autori non sono le persone a dare forma alle storie, bensì sono quest’ultime a dare forma alle persone e a plasmare la loro realtà.

A cosa serve il personal storytelling in concreto

Il mondo del lavoro è cambiato tantissimo, così com’è cambiato l’approccio con cui si entra in azienda, anche le difficoltà sono diverse” – scrivono Bettini e Gavatorta – “Un tempo si inviava il curriculum dove si elencavano le esperienze e le skill, si faceva un colloquio ed era fatta. È il lavoro stesso ad essere cambiato, la capacità di lavorare in team ed esercitare la leadership sono molto importanti; è quindi essenziale far risaltare la propria personalità e lo storytelling rappresenta lo strumento ideale per farlo”.

In pratica il personal storytelling integra – e non sostituisce – il curriculum vitae della persona, attraverso una modalità di narrazione di sé stessa.

Del resto la prima cosa che fa il responsabile del personale di un’azienda quando riceve il curriculum di un candidato è andare a vedere la sua presenza on line, non solo sui siti professionali ma anche su social come Facebook e Instagram.

Ovviamente la forma ideale del personal storytelling è quella eseguita sul web, attraverso le varie piattaforme social; la condivisione infatti è parte integrante del processo. Però la narrazione di sé può anche essere fatta in un quaderno da non mostrare a nessuno, magari anche con altre finalità.

Scrivere di sé stessi è anche un efficace forma di autoanalisi, guardarsi dentro e riconquistare una nuova fiducia in sé stessi.

Alcune regole da seguire

Il libro oltre a narrare esempi eccellenti di persone che hanno utilizzato efficacemente il personal storytelling, detta anche alcune regole essenziali da seguire.

Innanzitutto la coerenza, quindi raccontare in modo onesto chi siamo, senza costruire un personaggio, rimanendo nel perimetro di ciò che è consentito fare, specialmente nel confine tra pubblico e privato.

E poi non aver paura di rinnovarsi: ogni giorno nascono nuovi strumenti digitali per comunicare, e alcuni possono essere quelli ideali per raccontare la propria storia, quindi è necessario guardarsi sempre attorno e non perdersi le novità.

 

Altre interessante informazioni e dritte sul tema le trovate sul libro edito da Franco Angeli.

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