Dal Colpo Di Fulmine Alla Pazienza Di Ogni Giorno: Un Amore Straordinario Per I Ghiacciai

 

Antonella Senese e la ricerca sul mondo dei ghiacciai
Una passione nata pian piano e consolidatasi nel corso degli studi universitari. Ecco l’intervista ad Antonella Senese, una donna tenace con grandi progetti per il futuro.
 

Raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Antonella Senese e ho 31 anni. Sono nata a Milano ma ora vivo in provincia di Torino, in un paesino adiacente al bosco di Stupinigi e alla Palazzina di Caccia dei Savoia.

Come è nata la tua passione per il mondo dei ghiacciai?

Mi sono avvicinata a questo mondo alla fine della laurea triennale quando ho dovuto scegliere l’argomento della mia tesi.

Sempre in quell’occasione ho avuto la possibilità di vedere per la prima volta un ghiacciaio (il Ghiacciaio dei Forni); e da quel momento ho continuato ad appassionarmi sempre più, scegliendo di nuovo i ghiacciai sia come argomento della tesi specialistica che per il dottorato di ricerca.

Nel corso degli anni, il Ghiacciaio dei Forni è rimasto il mio preferito e continua ad essere l’oggetto principale delle mie ricerche.

In quanto ricercatrice, quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato/stai incontrando?

Crescere professionalmente all’interno del mondo universitario non è semplice, così come per tanti altri settori. I contratti hanno durata di pochi anni se non addirittura di un anno solo, anche se ogni volta c’è fortunatamente la prospettiva di un rinnovo.

Ovviamente questa situazione non facilita neanche la crescita “personale” perché per la società io sono considerata una “lavoratrice atipica”, con tutto ciò che ne deriva. Nonostante questa situazione precaria che potrebbe sfiduciare molti, so che i miei tutor (Prof. Smiraglia e Prof.ssa Diolaiuti) non si sono mai fermati e mai si arrenderanno davanti ad uno ostacolo, cercando sempre soluzioni alternative per permetterci di continuare questa bellissima avventura che è la ricerca!

Quali sono gli aspetti più belli di questo lavoro?

Il bello del mio lavoro è la soddisfazione che provo dopo la pubblicazione di un articolo, l’orgoglio di poter partecipare ad un progetto internazionale, la possibilità di far parte di un team eterogeneo con esperti in discipline diverse dalla mia ma comunque affini, potendo, in questo modo, aumentare sempre di più il mio bagaglio di conoscenze.

Dal punto di vista della didattica, è molto appagante il riconoscimento da parte degli studenti, specialmente dopo averli seguiti nel corso della loro tesi.

Quali sono le vette che hai già raggiunto, in ambito lavorativo e, se vuoi, personale?

Due anni fa ho completato il ciclo di studi con il dottorato di ricerca, una grande soddisfazione per me e per tutta la mia famiglia.

Contemporaneamente ho iniziato anche una nuova avventura trasferendomi in provincia di Torino insieme al mio fidanzato (e spero futuro padre dei miei figli).

Qual è la prossima vetta che ti sei prefissata?

Da tre anni sono un’assegnista di ricerca e spero tra poco di diventare una ricercatrice e poter quindi gestire un progetto di ricerca.

In cosa consiste il tuo contributo nell’ambito dei progetti di ricerca che UniMi porta avanti insieme a Levissima?

Durante le tesi della laurea triennale e in quella magistrale, mi sono avvicinata alla micro-meteorologia glaciale e al modello di bilancio energetico.

Argomenti che ho sviluppato e approfondito anche negli anni seguenti. Grazie a questo modello è possibile stimare la quantità di neve e/o ghiaccio che va incontro a fusione e che quindi si trasforma in acqua allo stato liquido.

Acqua che va ad alimentare i torrenti e che costituisce una risorsa importante sia per gli usi domestici che per la produzione di energia. Dal focus sul Ghiacciaio dei Forni, sono poi passata ad altri ghiacciai Alpini (come per esempio il Dosdè) e anche extra-alpini (Ande, Himalaya e Karakorum).

Levissima ha come consumatori ideali gli “Everyday Climbers”, scalatori di vette quotidiane che ogni giorno si impegnano per raggiungere il proprio obiettivo. Ti senti un po’ un Everyday Climber? Quali sono, dalla tua esperienza personale, le caratteristiche che deve avere un Everyday Climber?

La tenacia è di sicuro la principale caratteristica assieme ad una forte autostima delle proprie capacità.

Solo grazie a questi attributi si è in grado di continuare sulla propria strada superando ostacoli e difficoltà. Ma questo secondo me è possibile se hai alle spalle delle persone che ti sostengono e che ti aiutano a rialzarti ogni volta.

Ma l’aspetto più importante per riconoscere queste persone così care è che se non sono in grado di aiutarti allora si sdraieranno accanto a te cullandoti e dimostrandoti il loro amore incondizionato.

Ed è proprio grazie a queste persone che posso definirmi un Everyday Climber, perché comunque vada la giornata e qualunque cosa accada, so che non solo sola a combattere ma posso contare su di una squadra unita e compatta.


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