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Premio ITAS del Libro della Montagna, ecco gli Everyday Climbers di questa edizione.

In occasione della premiazione della 43ᵃ edizione del Premio ITAS del Libro di Montagna, Levissima ha incontrato i vincitori per chiedergli quali, secondo loro, sono le caratteristiche che deve avere un “Everyday Climbers”.

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La realizzazione di sé stessi e dei propri obiettivi passa sempre per una strada in salita.

In fondo, la vita è una continua scalata verso quelle vette quotidiane che ogni giorno affrontiamo per raggiungere i nostri traguardi personali.

Proprio per questo motivo Levissima segue costantemente le storie degli Everyday Climbers, persone straordinarie che – nonostante le avversità – sono riusciti a realizzare i propri sogni.

Ed è proprio per gli Everyday Climbers che Levissima ha lanciato l’#EverydayClimbers Photo Contest, un concorso dedicato a tutti gli appassionati di montagna e fotografia.

Ma la fotografia non è di certo l’unica arte adatta a raccontare storie di montagna perché, molto spesso, per “scalare una montagna” basta aprire un libro.

Avendo l’amore della montagna – e delle sue vette – nel proprio DNA, Levissima non poteva di certo mancare alla premiazione della 43ᵃ edizione del Premio ITAS del Libro di Montagna, concorso letterario dedicato alla letteratura alpina.

Anche quest’anno, la giuria presieduta da Enrico Brizzi – autore del libro cult “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” – si è espressa decretando i vincitori delle tre categorie in gara (migliore opera narrativa, migliore opera non narrativa e migliore opera narrativa per ragazzi), premiati con il Trofeo Aquila ITAS realizzato dall’artista Albino Rossi.

Levissima ha approfittato della premiazione per chiedere ai vincitori – gli Everyday Climbers di questa edizione – quali, secondo loro, sono le caratteristiche che deve avere un “Everyday Climbers”.

Ecco cosa ci hanno risposto.

Paolo Cognetti – Migliore opera narrativa

Le otto montagne di Paolo Cognetti. Premio Itas come miglior testo di narrativa 2017

La giuria ha decretato all’unanimità “Le otto montagne” di Paolo Cognetti miglior testo di narrativa uscito di recente dalle tipografie italiane.

Il romanzo, la storia di due amici (Pietro e Bruno) e una montagna, “procede con il passo sicuro di chi conosce l’avanzata su sentiero come la progressione su ghiaccio, il bivio verticale dell’arrampicata e il necessario autocontrollo di chi, dopo ave raggiunto una sommità, si governa per gestire la discesa” si legge nella motivazione della giuria.

LEVISSIMA HA COME CONSUMATORI IDEALI GLI “EVRERYDAY CLIMBERS”, SCALATORI DI VETTE QUOTIDIANE CHE OGNI GIORNO SI IMPEGNANO PER RAGGIUNGERE IL PROPRIO OBBIETTIVO. QUALI SONO – SECONDO TE – LE CARATTERISTICHE CHE DEVE AVERE UN EVERYDAY CLIMBER?

Voler fare lo scrittore ti insegna per prima cosa ad avere un obiettivo altissimo.

Oggi, anche per me, è utopico il pensiero di sedersi e iniziare un libro.

Credo che una delle caratteristiche che debba avere un Everyday Climbers sia proprio quella di pensare solamente al lavoro che si sta facendo in un determinato giorno.

A un certo punto nel libro l’amico muratore dice al protagonista: “pensa al lavoro che stai facendo oggi se no diventi matto, se pensi a quanto ti manca per finire la casa impazzisci”. Nella scrittura ho scoperto tanto il valore del lavoro quotidiano, della disciplina.

Tutti i giorni mi alzo e mi metto a scrivere la mia pagina, e questo è un modo per non vedere l’enorme distanza che mi separa dalla fine. È così che si riduce l’utopia al lavoro quotidiano.

Diego Leoni – Migliore opera non narrativa

La guerra verticale. Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna. Premio Itas come migliore opera non narrativa

A vincere la sezione migliore opera non narrativa è stato Diego Leoni con “La guerra verticale. Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna. 1915-1918”.

Un testo che – secondo la giuria – è “desinato a divenire un classico della storiografia bellica e non solo”.

Si tratta di un libro che “apre scorci nuovi su un conflitto così devastante e su quel luogo, la montagna, le montagne, così devastato”.

LEVISSIMA HA COME CONSUMATORI IDEALI GLI “EVRERYDAY CLIMBERS”, SCALATORI DI VETTE QUOTIDIANE CHE OGNI GIORNO SI IMPEGNANO PER RAGGIUNGERE IL PROPRIO OBBIETTIVO. QUALI SONO – SECONDO TE – LE CARATTERISTICHE CHE DEVE AVERE UN EVERYDAY CLIMBER?

La prima è sicuramente la determinazione. Nel mio caso, ciò che mi ha reso determinato è stato una sorta di dovere etico e politico.

Lo storico tenta di restituire alla comunità una storia che non era stata raccontata, che era taciuta, che era rimossa, un impegno che non smette mai di assolvere. È un impegno militante.

Margi Preus – Migliore opera narrativa per ragazzi

il segreto di Espen. Premio Itas come migliore opera narrativa per ragazzi 2017

A ritirare il premio come migliore opera narrativa per ragazzi è stata la scrittrice americana Margi Preus con “Il segreto di Espen”, un libro che racconta di come le scelte di ognuno di noi possano essere determinanti per il futuro di tutti.

La scrittura dell’autrice procede senza strappi, con una sintassi di facile leggibilità.

Uno stile che favorisce l’accesso al sistema di valori autentici della montagna, valori di cui questo romanzo è intriso. “Nei confronti di quell’ambiente norvegese, fatto di freddo, neve, montagne, boschi estesi – ha motivato la giuria – il giovane Espen sa porsi da subito con serena competenza, frutto di una naturale educazione alla vita: sa sciare, muoversi nel bosco, affrontare la notte, osservare le stelle”.

LEVISSIMA HA COME CONSUMATORI IDEALI GLI “EVRERYDAY CLIMBERS”, SCALATORI DI VETTE QUOTIDIANE CHE OGNI GIORNO SI IMPEGNANO PER RAGGIUNGERE IL PROPRIO OBBIETTIVO. QUALI SONO – SECONDO TE – LE CARATTERISTICHE CHE DEVE AVERE UN EVERYDAY CLIMBER?

Questa domanda è molto interessante perché scrivere – per me – è molto dura. Ho impiegato davvero molto tempo a realizzare che posso provare piacere anche durante il processo creativo e adesso posso affermare che anche l’agonia può essere una ricompensa.

Credo che la scrittura sia il modo con cui le persone tentino di capire loro stesse, è un po’ come fare una sfiancante attività fisica (come scalare, correre o camminare).

Penso che la vita sia spesso sfiancante e dura ma queste attività ci aiutano a comprendere che è possibile godersi il “viaggio” anche nei momenti difficili.


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