Un drone per mappare i ghiacciai

Alta tecnologia e difesa dell’ambiente. Un nuovo progetto di monitoraggio dei ghiacciai piemontesi attraverso un drone per valutare lo stato di salute.

Tecnologie per monitorare i ghiacciai

Come sapete Levissima è attiva in prima linea da 10 anni con i ricercatori dell’Università di Milano per il progetto di monitoraggio dei ghiacciai lombardi di cui raccontiamo i vari sviluppi in queste pagine. Questa volta vogliamo parlare di un altro progetto che riguarda i ghiacciai piemontesi e che coinvolge un interessante utilizzo della tecnologia per la difesa dell’ambiente. Il progetto si chiama ‘Dream’, è sviluppato dall’Alta Scuola dei Politecnici di Milano e Torino e utilizza un drone per mappare i ghiacciai e monitorare, dal cielo, le risorse idriche. 

Dove e perché

Il ghiacciaio scelto come test per il progetto è quello del Belvedere della Macugnaga, in Piemonte, sul versante est del Monte Rosa, con un’estensione di circa 3.2 km quadrati e dislivelli di circa 400 metri. Il monitoraggio avviene tre volte l’anno, in primavera, in estate e in autunno. I ricercatori hanno sviluppato un proprio drone multi-rotore, con il quale vengono effettuati i rilevamenti. Successivamente viene generato un modello digitale delle quote dei ghiacciai che, confrontato con quelli precedenti, si propone di analizzarne lo stato di salute: gli ultimi dati ci dicono che il ghiacciaio in questione ha perso 22 milioni di metri cubi negli ultimi 7 anni, con una riduzione media di spessore di 15 metri e un arretramento di 5 centimetri al giorno.

I vantaggi del drone

L’utilizzo del drone permette di fare dei rilevamenti, con o senza neve, anche in ruoli inaccessibili all’uomo o che non garantiscono un livello di sicurezza adeguato per poter mandare degli operatori a terra, inoltre col drone è possibile velocizzare l’operazione di acquisizione delle immagini. I ricercatori del Politecnico di Milano sostengono poi che i droni sono molto più economici rispetto ai normali aerei ed elicotteri, oltre ad essere molto più precisi, perché volando a quote più basse hanno una risoluzione più precisa: 10 centimetri rispetto al mezzo metro dei normali velivoli.

Una bella operazione che mette insieme alta tecnologia e difesa dei ghiacciai.

 

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