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Ritrovare sé stessi raggiungendo un obiettivo.

Quante volte avete rinunciato a fare qualcosa perché qualcuno vi ha detto che non siete portati? “Perseverare è umano” di Piero Trabucchi racconta le cose da un’altra prospettiva, dove la resilienza e l’autodeterminazione diventano le nuove parole chiave per raggiungere i traguardi personali.

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Raggiungere un obbiettivo aiuta a ritrovare se stessi

Troppo spesso, nello sport ma anche nella vita di tutti i gironi, siamo soliti nasconderci dietro la mancanza di un talento innato al fine di non mettersi in gioco, per non essere costretti a impegnarsi e magari rischiare di fare errori o fallire di fronte a una sfida. In realtà nella stragrande maggioranza dei casi il talento si acquisisce con il duro allenamento, le cadute, il sacrificio e la resilienza.

Le difficoltà che si presentano lungo il percorso non sono macigni insormontabili per il raggiungimento della sfida, bensì requisiti per trovare nuove motivazioni per ciò che non sappiamo fare e che, invece di scoraggiare, ci stimola ad un maggior impegno.

Questi sono in brevissima sintesi gli interessanti concetti contenuti nel libro “Perseverare è umano: come trovare e mantenere in sé stessi la forza di raggiungere un obiettivo”, il libro scritto da Piero Trabucchi ed edito da Corbaccio. Trabucchi è uno psicologo e sociologo che si occupa di prestazioni sportive e in particolare di discipline di resistenza: è stato psicologo della Squadra olimpica italiana di Sci di Fondo alle Olimpiadi di Torino del 2006 ed attualmente lavora ancora con squadre nazionali. È anche Professore incaricato presso l’Università di Verona e appassionato di alpinismo (ha scalato l’Everest dal versante Nord nel 2005).

“Perseverare è umano” affronta il tema dell’automotivazione in modo molto efficace: a differenza di molti altri volumi scritti da coach che assurgono allo status di guru, rivelando ricette segrete per raggiungere il successo, Trabucchi lascia aperto il percorso da lineare giocando tutta sulla motivazione e il piacere di fare bene qualcosa, di migliorarsi, di imparare, di tagliare quel traguardo e portare a termine un’impresa. Quello che conta di più è perseverare, vincere la sfida con se stessi.

Nel libro sono raccontate le storie e le esperienze degli sportivi in cui sacrificio, passione, tenacia e perseveranza sono posti in primo piano, senza troppa retorica decoubertiana: ma poi il discorso si estende anche nella professione lavorativa e negli obiettivi che ci prefiggiamo quotidianamente.

Questo è un libro che vi consigliamo di leggere, non solo perché incarna perfettamente i valori degli Everyday Climbers, ma anche perché dopo le ultime pagine viene naturale la voglia di migliorarsi e superare ogni giorno i propri limiti.

Non vi è venuta la voglia di leggerlo?

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